
Sul piano tecnico, non si tratta soltanto di “luce”. È necessario abbinare l’energia dei fotoni all’effetto del fotoiniziatore presente nelle vernici utilizzate per la stampa su tessuti. UV a onde corte o LED? La scelta dipende dal controllo dello spettro delle radiazioni, dall’intensità dell’irradiazione e da ciò che il substrato può tollerare. Quando si vuole ottenere un’alta intensità di irradiazione sui tessuti, la scelta tra lampade a vapore di mercurio e lampade a ioduri metallici dipende dal profilo spettrale e dalla distribuzione dell’energia irradiata.
Cosa è importante dal punto di vista tecnico Le lampade a vapore di mercurio irradiano energia su un ampio spettro, con picchi intensi a 254 nm, 313 nm e 365 nm. Questo permette una penetrazione profonda e una rapida essiccazione della superficie; l’intensità dell’irradiazione può superare i 12 W/cm². Le lampade a ioduri metallici, invece, concentrano l’energia su lunghezze d’onda maggiori, tipicamente 385 nm e 405 nm, riducendo così l’irradiazione nelle lunghezze d’onda corte. Questo tipo di lampade favorisce l’essiccazione della superficie e funziona bene con strati di vernice più spessi, senza causare problemi legati all’aumento della temperatura.
Le lampade a vapore di mercurio mantengono una stabilità spettrale per circa 1.000–1.500 ore, prima che l’intensità dell’irradiazione inizi a diminuire. Le lampade a ioduri metallici possono durare fino a 2.000–3.000 ore, ma richiedono un sistema di accensione preciso e una giusta regolazione della distanza tra le parti che generano l’arcata elettrica.
Perché questo è importante nella stampa Nella stampa su tessuti, le lampade a vapore di mercurio sono ideali quando la vernice assorbe le radiazioni a 254 nm/313 nm, e si ha bisogno di un’essiccazione completa anche su substrati scuri. Le lampade a ioduri metallici, invece, sono migliori per formule di vernice che assorbono le radiazioni a 385–405 nm; inoltre, riducono la produzione di ozono e controllano meglio l’aumento della temperatura sui tessuti sottili. In ogni caso, è possibile ottenere l’intensità di irradiazione necessaria – tipicamente 300–600 mJ/cm² – in tempi brevi, mantenendo così una velocità di stampa elevata e una qualità colore costante.
Dettagli pratici da non trascurare Le lampade a vapore di mercurio richiedono un’alta tensione per funzionare correttamente, e bisogna prestare attenzione alla produzione di ozono. Le lampade a ioduri metallici sono più sensibili alle variazioni di tensione; inoltre, è importante che i riflettori siano perfettamente allineati per garantire uniformità nell’irradiazione. Prima di scegliere un modello specifico, verificate la lunghezza del vano contenente la lampada, la geometria dei riflettori e la compatibilità con l’alimentazione elettrica.
Se si utilizzano lampade a vapore di mercurio a bassa potenza per ridurre il calore prodotto, si rischia di ottenere un’essiccazione insufficiente. Le lampade a ioduri metallici, invece, non daranno buoni risultati se la lunghezza dell’arcata elettrica non corrisponde a quella del riflettore. È quindi importante abbinare correttamente la lampada al fotoiniziatore, e regolare poi l’intensità dell’irradiazione in base alle caratteristiche del substrato.